NOI, IO, PENSIAMO DA SOLI... - ETTORE LEMBO NEWS

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Noi, io,
pensiamo da soli

Cosa è una “interfaccia neuronale”?
Forse è più facile comprenderlo con la denominazione in inglese “Brain Computer Interface” (interfaccia cervello-computer).
Una “interfaccia neuronale” è  un mezzo di comunicazione diretto tra il cervello di un essere umano, il suo sistema nervoso centrale, ed un dispositivo esterno quale, ad esempio, un computer.
Questa tecnologia può essere mono direzionale, tipicamente dal corpo umano alla macchina, o bidirezionale.
Le prime rappresentano la funzione complementare allo strumento che interviene in aiuto ai deficit dell’essere umano a causa di una malattia.
Le bidirezionali permettono lo scambio di informazioni tra il dispositivo esterno e il cervello.
Ebbene è facilmente comprensibile, da chi, pur rimanendo “cittadino semplice”, possiede il dono del dubbio e della volontà della comprensione, che questa nuova tecnologia, soprattutto, ma non solo, nella sua versione bidirezionale, può essere estremamente pericolosa sul piano etico. Chi “comanda” sulle scelte che l’essere umano compie, infatti, in questo secondo caso? L’uomo o la macchina?
Allo stesso tempo, se eticamente gestita e lasciando all’uomo il proprio libero arbitrio, questa nuova tecnologia può essere strumento per curare molte patologie in modo estremamente più qualificato e vincente.
Anche in campo non sanitario essa può trovare utilizzi che, nel migliorare la qualità della vita dell’uomo, possono essere assai positivi. Deve, però, garantire libero arbitrio, privacy e certezza di libertà.
Il tema, infatti, non è sulla tecnologia, ma sull’utilizzo etico della stessa da parte di coloro che la posseggono. La posseggono appunto.
L’ingegneria biomedica e la neuroingegneria non sono per definizione “cattive”, anzi sono un grande ed interessante balzo in avanti della competenza dell’uomo.
La scienza non deve essere rallentata, ma eticamente normata, vincolata all’interno di binari che non le permettano “fughe in avanti” a discapito della umanità ed a favore di chi possiede la tecnologia.
È compito della politica definire i limiti in cui lo scienziato, e l’industria che lo muove e finanza, si deve muovere.
Se è magnifico pensare che un giorno attraverso una interfaccia neuronale bidirezionale un essere umano con gravi deficit motori possa tornare ad una totale libertà di movimento, è altrettanto aberrante che una analoga interfaccia neuronale bidirezionale possa etero dirigere le scelte di una persona. Per esempio ne possa permettere il movimento ma, a piacere del proprietario della tecnologia, anche impedirlo.
È inaccettabile, oltre che integralmente non etico, che si possa “dall’esterno” e in assenza di “consapevolezza” portare un essere umano ad attuare scelte o a compiere azioni.
Dal decidere solo apparentemente consapevolmente, ma in realtà etero diretti, l’acquisto di un bene piuttosto che di un altro, a “decisioni” molto più profonde quali “decidere” che si ama una persona o “uccidere” una persona, financo se stessi. Il tutto solo perché il cervello riceve impulsi dall’esterno.
Io “cittadino semplice” ma cultore della necessità del comprendere attraverso un libero convincimento basato sulla ricerca attraverso la maieutica, non posso che essere terrorizzato dall’ipotesi che alcuni poteri potrebbero ritenere di avere il diritto di decidere se, per motivi di età piuttosto che di “inefficienza”, il singolo possa essere etero diretto a compiere suicidio, magari perché ritenuto “inutile”, “vecchio”. Oppure, addirittura, “non omologato”.
Io “cittadino semplice” non posso sapere se questo sia già possibile o futuribile ma possibile, so però che pretendo che questo non possa accadere.
Pretendo, non chiedo, che la politica ne normi l”illecita.
Pretendo, non chiedo, che la politica normi la centralità dell’uomo sulla macchina.
Pretendo, non chiedo, che la politica garantisca l’umanesimo ed impedisca il transumanesimo.
Pretendo, non chiedo, che la politica fermi i poteri economici anche solo di pensare di ridurre l’essere umano a strumento nelle loro mani, oggetto e non soggetto nella loro disponibilità attraverso la scienza e le “macchine”.
La scienza è lo strumento di evoluzione degli esseri umani, sempre, anche in questo caso, non è ne deve divenire strumento di gestione degli esseri umani.
L'acquisizione e l'interpretazione di segnali elettroencefalografici con il fine di comandare il movimento di una sedia a rotelle piuttosto che permettere ad un essere umano di camminare rappresenta un successo nel percorso di miglioramento della qualità della vita e saremo sempre orgogliosi di questi successi umani.
Questa scienza non ci fa paura, anzi vorremmo vederla meglio supportata dal potere politico ed economico.
Al contrario quella al servizio del “potere”, economico o scientifico che sia, finalizzata alla sottomissione da parte di pochi di tutti, quella si che ci fa paura.
Questa scienza deve essere messa in condizione di non poter agire.
Oggi abbiamo la certezza che questa “scienza asservita” al potere di pochi sia ghettizzata dal potere esecutivo negli Stati? No, anzi la vediamo spesso dominare.
Oggi abbiamo la sicurezza che non si voglia limitare la libertà degli esseri umani portandoli, per esempio, ad un pensiero unico attraverso, appunto, anche, questa scienza asservita?
No, noi “cittadini semplici” ci sentiamo sempre più circondati, messi in una camicia di forza, e questo non ci piace.
Conseguentemente reagiamo con una civile ma sempre più decisa protesta, una sempre più civile ma decisa proposta alternativa.
Oggi la nostra priorità non può essere la “tranquillità” ma deve essere la tutela della “normalità”.
Normalità basata su quei valori che hanno portato il benessere nei secoli.
Noi rispettiamo tutti, riflettiamo sulla evoluzione della società, tuteliamo le minoranze e riteniamo che le maggioranze abbiano il diritto dovere di governare, governare anche il cambiamento.
Noi, “cittadini semplici”, sappiamo di essere la maggioranza.
Noi, “cittadini semplici”, sappiamo che siamo noi ad essere chiamati a riportare l’ordine in questo nostro mondo devastato dal caos e dagli egoismi.
Noi, coloro che con strenua resistenza continuiamo a ritenere che esistono padri e madri e non genitori uno e due.
Noi, coloro che vorrebbero cambiare le cose e non solo il nome con cui vengono chiamate.
Noi, coloro che amano l’altro sesso ma non ne fanno vanto.
Noi, coloro che vedono altri esseri umani amare persone dello stesso sesso e li rispettano ma non accettano che i gusti sessuali diventino elemento di “quota” di assunzione nelle aziende o di “gendererizzazione” della società umana. Fatto questo ultimo che evidenzia come ci siano poteri che ci vogliono ridurre a “prodotti classificati”.
Noi, sempre “cittadini semplici”, se riprenderemo a ragionare con il “noi”, se sapremo amare con il “noi” ma rispettare il singolo individuo, se torneremo alla cultura del “merito” e aborriremo quello delle “quote”, se torneremo alla concretezza e scapperemo dalla gestione ideologica della vita, sappiamo che il mondo tornerà in pace, tornerà a crescere, tornerà alla felicità.
Noi, coloro che pensano “da soli”, sappiamo di essere la maggioranza e, stanchi di tutte queste falsità ed ipocrisie, stanchi dei pochi che attraverso le “macchine” vogliono governare ed imprigionare il pensiero di tutti, noi ci riprenderemo la nostra libertà.
Anche di sbagliare, perché sappiamo che la verità si cerca, non te la regala nessuno.
Ignoto Uno
19/12/2022
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