GLI EROI DEL 1973 IN CILE - ETTORE LEMBO NEWS

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Gli Eroi del 1973 dell'Ambasciata Italiana in Cile, "dimenticati" da Mattarella nella Lectio Magistralis all'Università del Cile.
Ricordare solamente Aldo Moro con questa affermazione: "Voglio ricordare un telegramma del Ministro degli Affari Esteri italiano dell'epoca, Aldo Moro, all'ambasciata in Cile - allora classificato segreto e datato 14 ottobre 1973 - con cui si dava autorizzazione, contravvenendo alla prassi, di offrire asilo politico anche ai non connazionali" e dimenticare o "nascondere" chi sul luogo richiedeva autorizzazioni ad intervenire, pur se in grande segretezza, per salvare vite umane, ci lascia tutti perplessi, anche se sembra essere un "fenomeno" tutto italiano, in particolare quando si si tratta di uomini che non guardano le ideologie dei singoli, ma si preoccupano di salvare la vita. Ed in questo caso sono tante centinaia, circa 750, e non 250 come sembra riportino alcuni media.
Il rammarico per questa, sicuramente involontaria omissione o dimenticanza, viene fuori dalla Lectio Magistralis che Mattarella ha tenuto all'Università del Cile nei giorni scorsi.
Non riscontriamo infatti nessun accenno dell'Ambasciatore Tommaso de Vergottini che dal 30 dicembre 1973 resse l'Ambasciata a Santiago del Cile, nonostante i rapporti interrotti tra Cile ed Italia dopo il golpe di Pinochet, e dell'allora funzionario, poi divenuto anch'esso Ambasciatore, Emilio Barbarani.
Uomini che non si sono preoccupati di difendere questa o quella ideologia, come spesso avviene ed in particolare come avveniva allora, ma si preoccupavano di salvare vite umane, facendo espatriare quanti più possibili ricercati e condannati.
De Vergottin, tra l'altro, sembra avesse avuto il papà infoibato, e nonostante ciò,
non ha minimamente esitato a rischiare la vita pur di salvare centinaia di vite umane di uomini e donne vicine a quelle ideologie che forse non gli appartenevano poiché troppo vicine a quelle che gli hanno ucciso il padre.
Sembra che da tempo, già nel precedente Governo Andreotti che terminò l’8 luglio del 1973 de Vergottin avesse chiesto quelle autorizzazioni che poi arrivarono il 14 ottobre 1973 sotto il Governo Rumor, e che ricorda Mattarella.
Barbarani, in un suo libro, descrive la durissima e rischiosissima vita che egli stesso fu costretto a subire dentro l'ambasciata Italiana a Santiago del Cile, rifugio di tanti condannati e ricercati dal governo Cileno. Rischi per la propria vita, che lo hanno costretto addirittura a dormire con le armi sotto il cuscino.
Eppure sono riusciti a salvare 750 vite umane, un numero enorme se si tiene conto delle difficoltà ed i controlli cui la nostra Ambasciata era sottoposta, specialmente dopo il ritrovo del cadavere di Lumi Videla all’interno del giardino dell’ambasciata.
Uomini non solo di elevati principi morali e culturali, oltre che uomini di Stato, motivo per cui l'Italia e tutti gli Italiani non possono che essere orgogliosi e imparare oltre che ricordare anche per la Loro umiltà ed Umanità.
L'umiltà dell'Ambasciatore Barbarani , dote che al giorno d’oggi sembra sempre più rara, la si denota anche nella risposta data alla domanda come mai nessuno li ha ricordati?
"Perché... de minimis non curat praetor!  Non siamo politici, quindi non siamo nulla..."
Forse l'essere un diplomatico Italiano senza avere il "supporto" della sinistra, pur avendo salvato centinaia di persone di sinistra, non fa rientrare questi uomini, di cui l'Italia dovrebbe riconoscerne i valori, tra coloro da menzionare ed annoverare tra i veri eroi?
Chissà se Vergottin e Barbarani rientreranno tra i Giusti nel Viale dei Giusti della Farnesina.
Intanto prendiamo atto che Mattarella, prodigo nel commemorare con frasi altisonanti personaggi e fatti che hanno spesso indirizzi ideologici precisi, in questo caso non ha fatto alcuna menzione di questi uomini che con grande altruismo hanno messo a rischio la propria vita per salvarne altre.
Ettore Lembo
08/07/2023



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