IN MEMORIA DI UN UOMO... - ETTORE LEMBO NEWS

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In memoria di un Uomo
che ha segnato
il nostro tempo

I funerali del Presidente Silvio Berlusconi hanno rappresentato un momento storico di questa Italia.
Può piacere o no, ma l’Italia ha perso un grande personaggio, un pari del mondo, non un “paria del mondo”.
Può piacere o no, ma l’Italia oggi è più piccola e molto meno incisiva di prima in questo mondo.
Può piacere o no, ma l’Italia oggi è meno libera.
Parliamoci chiaro, l’ultimo saluto, non solo i funerali di Stato, hanno rappresentato in modo plastico tutte le contraddizioni e tutte le “pochezze” dell’Italia di oggi.
Le esequie del Presidente Berlusconi, che piaccia o no, hanno riportato alla memoria di chi le ha studiate quelle di quel grande statista che fu Alcide De Gasperi.
Il popolo di “Silvio” ha accompagnato il feretro per trentadue chilometri, dalla sua residenza fino al Duomo di Milano.
Egualmente decine di migliaia di persone davanti ai maxi schermi nel piazzale del Duomo.
Milioni di persone attaccate alla televisione per seguire i funerali sulle reti che li hanno trasmessi in diretta.
Pagine e pagine sui media nazionali, ma ancor più importante prendere atto il risalto dei media internazionali.
Può piacere o no, ma tutto questo ricorda quello stesso popolo italiano che accompagnò il treno con il feretro del grande democristiano.
Può piacere o no, ma tutto questo ci ha fatto comprendere che non è venuto meno un politico qualsiasi, l’Italia ha perso un elemento cardine del proprio sistema socio politico ed economico.
Funerali di Stato che hanno visto la presenza dello Stato tutto e di molte delegazioni estere.
Può piacere o no, ma il mondo non si è posto il problema che questo uomo sia stato processato ed addirittura condannato, non si è preoccupato degli scandali con le escort, dei tanti gossip che lo hanno riguardato.
Il mondo ne ha riconosciuto l’unicità e le capacità.
Chi non ne ha condiviso le azioni, sia da imprenditore che da politico, ha il diritto di rimanere della propria opinione ma, allorquando in queste ore non ha saputo rispettare il dolore di chi lo apprezzava con dichiarazioni e comportamenti in alcuni casi veramente eccessive per il momento, oggi non può fare altro che prendere atto che vi è un popolo che lo ha vissuto come un leader indimenticabile.
Silvio Berlusconi lascia un impero economico, lascia un partito che dovrà, ora, saper trovare una forma reale dopo aver perso quella di “partito azienda”.
Silvio Berlusconi verrà ricordato, anche, come l’unico politico italiano di questa seconda repubblica che abbia saputo segnare la storia del mondo con quel G7 di Pratica di Mare ove Stati Uniti e Federazione Russa si sedettero allo stesso tavolo per “costruire” e non per “distruggere” il futuro delle genti del mondo.
Silvio Berlusconi, unico a saper lanciare un messaggio costruttivo per superare la tragedia della guerra in Ucraina, sapeva costruire percorsi di pace.
Silvio Berlusconi, uomo divisivo, che seppe prima usare e, poi, cavalcare la politica facendo nascere quella Forza Italia che in pochi mesi, in quel periodo di “mani pulite”, fermò la “gioiosa macchina da guerra” della sinistra italiana riempendo quel vuoto politico che gli arresti di una magistratura già allora politicizzata aveva creato.
Uomo che, proprio a causa di questo, fu attaccato da tanti.
Silvio Berlusconi fu odiato da quella parte d’Europa, Germania e Francia in primis, che non potevano accettare una Italia forte, soprattutto nella finanza.
Quella finanza che voleva salvare le banche tedesche a discapito del risparmio italiano come ci ha spiegato il Professor Giulio Tremonti, uomo schivo ma assai preparato ed informato. Uomo che vide da vicino il ricatto rappresentato da quella lettera a firma Trichet e Draghi, presidenti rispettivamente uscente ed entrante della BCE, inviata al Presidente del Consiglio con quei famosi tredici punti.
Era il 5 agosto 2011, una serie di richieste volte a condizionare il sostegno europeo all'Italia a drastiche misure di “risanamento”economico.
Lettera a cui fecero seguito le dimissioni del Presidente Berlusconi nel novembre dello stesso anno e la nascita del tanto amato dall’Europa e tanto nefasto per gli italiani Governo Monti.
I procedimenti giudiziari a carico di Silvio Berlusconi sono stati molteplici e si sono svolti nel corso di circa tre decenni proprio dalla sua “discesa in campo”. Il giorno del suo addio si potevano contare 32 processi conclusi e quattro in corso.
Processi che non hanno impedito lo svolgimento di esequie degne di un regnante.
Per questo potremmo salutarlo con “morto il re, viva il re”, sperando di trovarne uno degno il prima possibile.
A Silvio Berlusconi, da uomo che non sempre lo ha apprezzato, ma che ancor meno ha apprezzato chi non ha saputo rispettare la sua dipartita e il dolore dei suoi cari, auguro “pace”.
A noi “cittadini semplici” italiani auguro di trovare presto statisti e non solo politici.
Ignoto Uno
17/06/2023
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