TRUMP FOR EVER - ETTORE LEMBO NEWS

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Trump for ever
Il caucus del partito Repubblicano americano nello Stato del Iowa ha dato un messaggio chiaro.
Impossibile, anche per i più settari del mondo globalista, non dichiarare che Donald Trump ha un forte seguito fra gli elettori del suo partito.
Indubbiamente è corretto e necessario aspettare i risultati dei caucus in altri Stati, ma è assai probabile che i risultati saranno assai simili.
In Iowa i cittadini del mondo, non solo gli americani, hanno preso atto che parrebbe esserci un uomo solo al comando nel partito repubblicano in Stati Uniti, quel Donald Trump che non perde occasione per dichiarare che vincerà per la “terza volta”.
Sia Ron De Santis che Nikky Halley sono, infatti, usciti con le ossa veramente rotte, ma in Europa, ancora, qualcuno spera in loro per accantonare l’era Trump.
Al contrario, questo appare chiaro dopo i caucus in Iowa, una consistente parte di popolo statunitense vive Trump come leader insostituibile.
Con questo popolo l’Europa dovrà fare i conti, l’Italia ancora di più.
La frase “vincerò per la terza volta” è un forte messaggio, anche, per chi è chiamato, nelle democrazie sempre pro tempore, a governare la nostra amata Patria.
Forse anche per questo i leaders e l’establishment europeo ed italiano, gran parte dei media inclusi, si sforza nel continuo tentativo di massacrare Trump.
La7, un esempio particolarmente ilare, nei giorni appena successivi al caucus in Iowa, ha trasmesso un documentario che lo rappresenta addirittura come pazzo e contemporaneamente prega per la Halley.
L’ex ambasciatrice alle Nazioni Unite, però, viene ritenuta dai ben informati colpevole di aver fatto accordi con i leaders del partito democratico per vincere le presidenziali.
A vedere i risultati in Iowa e le previsioni per i prossimi caucus, ad oggi, a dire il vero, sembrerebbe veramente molto poco probabile che l’ex ambasciatrice possa correre per la Casa Bianca a novembre.
Nikki Haley in Iowa è arrivata terza con il 19% dietro a quel Ron De Santis che qualche tempo fa in Europa veniva già dato per vincitore ed andava in giro per il mondo a fare accordi .
Oggi, pur se è arrivato secondo, del governatore della Florida praticamente non se ne parla più, i colti commenterebbero “tam quam non esset”, e, pur se alcuni finanziatori della Halley le hanno già tolto l’appoggio, primo fra tutti i Koch, clan che storicamente appoggia il partito repubblicano americano, alcuni sperano in una rimonta della 51enne nel New Hampshire, dove si vota martedì 23 gennaio.
In questo Stato la Haley potrà contare sul sostegno del governatore, Chris Sununu, ma, se dovesse andare male anche in questi secondi caucus, l’unica speranza per coloro che non vogliono vedere quel cattivone di Trump correre per la Casa Bianca a novembre sarà la via giudiziaria.
Fatto assai pericoloso per il mondo intero e per l’Europa, Italia in primis, in particolare.
Molti, infatti, pensano che la silente Commissione Jordan sui brogli elettorali nel 2020 sia silente per spirito di responsabilità, non perché non sappia cosa dire e far emergere.
In fondo un messaggio negli ultimi giorni lo ha lanciato sul tema “brogli contro Trump” anche quel giocatore di scacchi di Putin.
Il presidente russo ha, infatti, dichiarato che “Trump nel 2020 ha perso a causa dei brogli”
Il, assai ripetitivo ed assai schierato, mondo dei media europei, nel riportare questa notizia, ha subito commentato che “Trump e Putin sono già d’accordo”, nessuno ha ritenuto di ripotare il fatto che il tristemente famoso Russiagate vedeva parte del sistema di potere presente in Russia appoggiare la democratica Hillary Clinton, non Trump.
Pochi, inoltre, hanno notato che sono proprio le grandi aziende statunitensi a sperare in questo accordo, cosa che lascerebbe l’Europa e la nostra Italia da sola a gestire quel che resta di quel leader costruito a tavolino che si chiama Zelensky.
La Clinton, la stessa che nei giorni precedenti le ultime elezioni politiche in Italia si fece intervistare da Sky TG24 per appoggiare la Meloni, oggi è sparita completamente dalla scena politica proprio a causa dell’emersione della verità sul Russiagate che la hanno vista “tramare” contro la “regolarità delle elezioni” e “contro Trump” nel 2016.
Russiagate che vide la nostra amata Italia assai coinvolta, qualcuno si chiede il perché i media italici tanto chiacchierano sugli USA ma di Russiagate e della scomparsa del professor Mifsud proprio neanche un articolo.
Il vincitore dei caucus in Iowa, nel discorso con cui ha ringraziato chi lo ha votato, un messaggio sui “brogli elettorali” lo ha lanciato, ed è stato pesante, forse anche per questo gli schierati media del “bel Paese” tifano Halley.
Fra i supporter dell’ex ambasciatrice non si annota Joe Biden.
La motivazione è ovvia, il “puparo” Obama estromesso per via giudiziaria il nemico numero uno Trump ordinerebbe ai suoi scherani nel partito democratico di superare Biden ed aprire la strada a qualcuno a lui più caro, probabilmente Michele Obama.
Scenario, questo, che potrebbe portare gli Stati Uniti ad uno scontro interno senza precedenti.
Molti i segnali in tal senso, significativa una recente lettera aperta firmata da un ampio numero di alti ufficiali delle forze armate statunitensi, segnali che non dovrebbero far piacere a noi italiani dato che sono molti gli statunitensi che reputano l’Italia coinvolta nei brogli contro Trump del 2020 che anche Putin evoca.
I legali del Presidente Trump, nelle argomentazioni presentate alla Corte  Federale Suprema che deve esprimersi sull'immunità del loro assistito, hanno fatto percepire il rischio scrivendo che l’esclusione di Trump dalle elezioni presidenziali del prossimo novembre "scatenerebbe il caos in tutta la nazione".
In ogni caso il 24 febbraio si svolgeranno i caucus in Sud Carolina, lo stato in cui Nikki Haley è stata governatrice, quel giorno sarà chiaro se la sua campagna ha un senso oppure no.
Dovesse arrivare seconda anche in quella tornata tutti, lei per prima, ne dovranno trarre le conseguenze.
Il 6 febbraio, però, sapremo le determinazioni dell’Alta Corte americana. Quel giorno la storia del mondo, non solo degli Stati Uniti, vivrà un giorno importante.
Paradossalmente per l’Europa e, soprattutto, per l’Italia potrebbe essere molto peggio un Trump, ferito ed umiliato ma con sempre più popolo a lui fedele, che si dovesse vedere costretto a “delegare” la vittoria per una influenza “esterna”, si potrebbe dire “straniera”, piuttosto che un Trump presidente costretto alle mediazioni della politica.
A giorni la prossima puntata.
Ignoto Uno
20/01/2024
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