RESTRIZIONI CHE SCOMPAIONO... - ETTORE LEMBO NEWS

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RESTRIZIONI
CHE SCOMPAIONO…
SOLO PER IL MOMENTO?

Dopo due anni e mezzo, gli italiani sono stanchi di farsi condizionare da un virus che, pur sviluppandosi in diverse varianti, sta diventando sempre più blando. Come si sta comportando il nostro Paese? L’obiettivo del ritorno alla normalità lo sta perseguendo veramente o solo nella propaganda? Siamo entrati in un periodo estivo in cui pare veramente che le restrizioni stiano scomparendo, anche se con molta più lentezza ed esitazione che negli altri Stati. Ma rivolgiamo il pensiero al prossimo autunno e inverno: cosa potrebbe aspettarci?
Poniamo al comune cittadino la seguente questione: “Credi che d’inverno ritorneranno le norme anti covid?”. La risposta sarebbe probabilmente negativa: si tratterebbe di un passo indietro, e “il governo certamente non lo prenderebbe in considerazione”. Chi lo assicura? I politici, che ora si contendono in modo infantile le poltrone del governo? I virologi, che durante i periodi più difficili della pandemia venivano visti come “salvatori” del bene pubblico?
Ecco quindi che prendono voce, negli ultimi giorni, alcune espressioni proprio da parte di questi medici e studiosi che fanno dubitare su un’effettiva prosecuzione in questa direzione.
Così si esprime Fabrizio Pregliasco, Professore associato di Igiene Generale e Applicata presso la sezione di Virologia del dipartimento di Scienze Biomediche per la Salute dell’Università degli Studi di Milano. Uno dei nomi che i cittadini più facilmente riconoscono quando si parla di pandemia:
"Credo che [la Germania] in modo pragmatico stia facendo quello che penso stia accadendo anche in Italia: definire scenari differenti da gestire con interventi all'insegna della gradualità, valutando le diverse opzioni comprese situazioni in cui, se necessario, si possa riprendere in considerazione degli obblighi". La Germania, a cui si sta riferendo, ha infatti “presentato un progetto di legge secondo cui a ottobre in determinati contesti i Länder potrebbero reintrodurre l'obbligo di mascherina contro Covid-19”, come si legge su una delle più note testate nazionali da cui sono tratte anche le parole dello studioso, che continua: “Iniziare a parlare adesso, per esempio, di ricominciare le scuole con le mascherine è un esercizio molto molto teorico, un elemento che non è il caso di stressare. Se le cose procedono come stanno andando, affrontiamole come sempre con prudenza, ma appunto immaginando scenari di differente gravità, ai quali rispondere nella maniera più mirata e opportuna".
Risponde su una lunghezza d’onda diversa il dottor Matteo Bassetti, direttore della Clinica di malattie infettive del Policlinico San Martino di Genova, anch’egli ormai noto agli italiani, che sempre secondo la medesima fonte afferma: "Non condivido per nulla che a ottobre si torni a indossare la mascherina obbligatoria. È un tornare indietro clamoroso, che non andrebbe commesso in Italia. [...] A ottobre non c'è nessun senso a continuare a usare la mascherina, si può ragionare eventualmente sui mezzi pubblici, in alcune situazioni particolari, ma mi limiterei alla raccomandazione e non all'obbligo come stanno pensando in Germania. Io mi auguro che nel prossimo governo ci sia anche un profondo cambio nella gestione della pandemia. Nel 2022 la politica del ministero della Salute è stata completamente fallimentare. Quindi spero che con il prossimo Esecutivo ci sia una discontinuità”.
Intanto, lo stesso Bassetti in un post su Instagram afferma che "in prospettiva il Covid è destinato a diventare una delle molte altre cause di morte posizionandosi tra l'ottavo e il decimo posto"; commento, questo, ad uno studio dei Cdc (Centers for Disease Control and Prevention) americani che, secondo un recente articolo, “dimostra come la mortalità per Covid negli Usa è stata importante negli anni 2020-21 raggiungendo la terza causa di morte dopo le malattie cardiovascolari e i tumori”.
Ecco poi le parole di Massimo Andreoni, primario di infettivologia al Policlinico Tor Vergata di Roma e direttore scientifico della Società italiana di malattie infettive e tropicali: "Se a settembre-ottobre dovesse esserci una nuova ondata Covid dovremmo essere pronti al ritorno di misure di contenimento e anche dell'obbligo della mascherina, anche a scuola e al chiuso. È chiaro che nell'attuale situazione epidemiologica non mi sembra il caso di mettere in atto misure restrittive, ma il virus circola molto, la possibilità che arrivino altre varianti è elevata e i decessi sono ancora molto elevati. Ecco che dobbiamo farci trovare preparati quando, con il cambio della situazione climatica, il virus troverà una situazione ambientale più favorevole con il ritorno della vita sociale al chiuso”.
Ecco quindi che al cittadino medio, che in questi mesi si alimenta con la speranza che le ormai insopportabili restrizioni continuino ad allontanarsi sempre di più, si ritrova a sentire le parole di medici a lui conosciuti che non escludono, per l’autunno, un ritorno delle limitazioni in caso di aggravamenti pandemici. Nulla di certo, ovviamente, non si tratta di anticipazioni di qualcosa che di sicuro avverrà, ma la probabilità non si spegne, e la garanzia di continuare su una strada come quella intrapresa quest’estate non la assicura nessuno… Di chi siamo quindi in balia? Del virus, o di altre cose?
Boris Borlenghi
05/08/2022
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